Lipidogramma e Membrane Cellulari

La grande maggioranza dei segnali che arrivano alle cellule, sono informazioni mediate da recettori di membrana. Un recettore altro non è che una molecola immersa, parzialmente o completamente  nel doppio strato lipidico della membrana cellulare, la cui conformazione non è stabile, anzi spesso, per trasmettere in modo efficiente l’informazione, i lipidi che la compongono devono essere capaci di muoversi, ruotare, o in qualche modo trasformarsi. Si comprende, quindi, come, dalla giusta composizione e dal grado di fluidità, o per meglio dire, dallo stato di “salute” delle membrane plasmatiche dipenda la corretta trasmissione di qualsiasi segnale.

Molto spesso infatti, donne, in terapia ormonale, affette da cancro al seno, pur possedendo geneticamente i recettori, risultano non-responders alla terapia: ciò potrebbe essere sicuramente spiegato da un difetto delle membrane cellulari, a causa del quale il recettore, pur essendo presente, potrebbe non trovarsi nel posto giusto, non riuscire a muoversi, o per qualche altro motivo di tipo sterico-conformazionale non riuscire a trasferire il giusto segnale. Dati sperimentali sembrano suggerire inoltre che donne affette dallo stesso tipo di carcinoma possono risultare comunemente carenti di un singolo acido grasso, dato questo estremamente interessante se venisse confermato.

Oggi è possibile valutare, grazie ad un esame, il lipidogramma, tutti gli acidi grassi più importanti per le funzioni cellulari e metaboliche, misurando i lipidi trans endogeni, ovvero i lipidi trans che si formano a causa dell’intervento di radicali liberi sulle membrane cellulari. Il target si focalizza sulle membrane eritrocitarie perché l’organismo opera una scelta per costruire queste membrane, cercando di mantenerne a livelli ottimali le proprietà di permeabilità e fluidità per gli scambi cellulari. I lipidi di questa membrana provengono dalla dieta ed anche dalle capacità biosintetiche del singolo individuo.

Un altro test indiretto per la valutazione dello stato delle membrane è sicuramente la bioimpedenziometria. Insieme ai consueti dati su massa cellulare, massa non cellulare, grasso corporeo e acqua, l’analisi fornisce con buona accuratezza e precisione il rapporto Na/K scambiabile, indice, tra le altre cose, del corretto funzionamento delle pompe sodio-potassio, e indirettamente dell’attività della membrana.