Scopo della Dieta

Lo scopo della dieta? accrescere il fisiologico “potere riducente” delle nostre cellule.

All’inizio del secolo scorso Otto Warburg postulò che le masse tumorali fossero acide a causa del tasso “incredibile” con cui producevano acido lattico (Warburg, 1956). Tale ipotesi trovò conferma sperimentale,solo decenni più tardi (Wike-Holey et al., 1984).

Successivamente moltissimi studi hanno rivelato che generalmente i tumori solidi, sebbene mantengano un pH extracellulare (pHe) acido, abbiamo un pH intracellulare (pHi) neutro/alcalino, generando così un gradiente di pH intra/extra cellulare. (Raghunand et al. 1999),che fra le altre cose si correla ad una minore efficacia dei chemioterapici in generale ed in particolar modo quelli debolmente basici (es. doxorubicina). (Roos, 1978; Taylor et al., 1991).

Il microambiente tumorale è caratterizzato inoltre da una marcata deplezione di ossigeno (ipossia), nonché da alti livelli di lattato e di acidosi extracellulare (che da ora in poi chiameremo acidemia) (Frassetto et al., 1996). Questi cambiamenti sono causati da una combinazione di fattori: scarsa perfusione tissutale, proliferazione incontrollata ed una disregolazione metabolica endocellulare. (Chen et al., 2009).

 I livelli più marcati di anormalità riguardano in primo luogo il metabolismo del glucosio che in condizione di ipossia, viene fermentato ad acido lattico; ne consegue che più sono le molecole di glucosio utilizzate, più acido lattico viene generato ed immesso nel tessuto connettivo o matrice extracellulare. Ciò spiega perché i tessuti di un portatore di tumore siano più acidi del normale.

Quando, per mancanza d’informazioni adeguate, tale paziente dovesse inoltre cibarsi di alimenti che lasciano ceneri acide, (es. pasta e pane fatti con farina bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e derivati, carne rossa, acqua acida, etc.), il suo livello di acidemia aumenterà ulteriormente.

In un famoso lavoro del 1995, se evidenzia come pazienti affetti da neoplasia sviluppino tutti un’acidosi intracellulare generalizzata, che può essere modificata con l’utilizzo di alimenti e alcalinizzanti con il risultato di ridurre la degenerazione cellulare. (Davydova et al., 1995).

E’ ormai noto da moltissimi anni, che un pHe basso e una condizione di ipossia, influenzano enormemente l’efficacia delle terapie antitumorali:

  • l’ipossia conferisce infatti radioresistenza
  • il gradiente acido extracellulare può conferire invece chemio resistenza.

“Anche nel trattare l’acidemia bisogna fare molta attenzione, e ricordarsi di partire sempre dalla fisiologia cellulare, che, nel caso specifico è regolata da ben precisi cicli e ritmi”

Il collagene e le matrici extracellulari infatti, sono soggette ad una variazione di fase da sol a gel nel corso della giornata, dove al mattino prevalgono i fenomeni catabolici e di infiammazione acida, successivamente insorge la fase ricostruttiva. E’ d’uopo quindi utilizzare miscele di carbonati e bicarbonati per aumentare l’alcalemia esclusivamente nelle ore pomeridiane.

Inoltre un cibo, un nutraceutico, così come un farmaco (nel caso specifico un antiblastico) possono agire o venire assorbiti in maniera diversa a seconda dello stato di fase delle matrici extracellulari. Detto ciò si comprende come Il ripristino del fisiologico ritmo circadiano è di fondamentale importanza, poichè dalle secrezioni pulsatili della ghiandola pineale dipende in gran parte il rilascio degli altri ormoni.

Ci viene in aiuto in questo la melatonina, che il paziente oncologico dovrebbe assumere in modo continuo e a basse dosi, non per le sue controverse proprietà antiproliferative, ma per la sua intrinseca capacità di ripristinare il consueto ritmo sonno/veglia.

Per di più, in alcuni cibi, vi sono micronutrienti come IGF1 o profiline; sebbene molto noti e comuni, non tutti sono a conoscenza di come questi alimenti, siano un vero e proprio alleato della cellula tumorale e pertanto vadano tassativamente esclusi dall’alimentazione.

In fine, è importante valutare la riduzione del tessuto adiposo, in quanto produttore di citochine, le quali sono promotrici della proliferazione tumorale.