Obesita’

obesità-ddclinicRappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo; siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni. L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, in genere a causa di un’alimentazione scorretta e di uno stile di  vita sedentario. Studi stanno inoltre valutando se e quanto l’obesità possa essere anche il risultato di fattori di rischio di natura genetica; esistono infatti fattori genetici in grado di favorire o meno la capacità di perdere peso e di mantenerlo basso.

Predisposizione Genica

FTO (Fat Mass- And Obesity-Associated Gene)
è la denominazione del gene che negli ultimi anni ha ricevuto molta attenzione nel campo della ricerca a causa di una correlazione genetica diretta con l’obesità. Si è visto che la sua espressione genica è elevata in sede ipotalamica e correlata all’introito calorico.
Diversi studi sulla variante FTO (rs 9939609) dimostrano che l’effetto sul peso passa attraverso l’alterazione del senso di fame e sazietà, perché gli individui portatori di questa variante genica hanno una diminuzione del senso di sazietà postprandialeTale polimorfismo presenta la sostituzione di una timina (T) in adenina (A). È stato dimostrato che il 67 % degli individui con due copie (omozigoti AA) di questa variante genica del FTO ha un’ alta probabilità di sviluppare l’obesità rispetto a chi non ha nessun allele della stessa variante.

Utilità del test

La terapia dell’obesità non si può limitare alla frettolosa prescrizione di una dieta e ad un poco convinto invito all’esercizio muscolare. Vista la multifattorialità dell’eziologia e la molteplicità degli interventi terapeutici possibili, è auspicabile un trattamento integrato. Il test genetico può aiutare nella somministrazione di una dieta personalizzata per la cura e la prevenzione dell’obesità.

 Bibliografia

Nature 2009, Fischer et al; GHJ 2010, Root A.W